➡Il prolungamento dell’A27 è incompatibile con la pianificazione autostradale dell’Europa

Il prolungamento dell’A27 è incompatibile con la pianificazione autostradale dell’Europa


Comunicato stampa delle Associazioni 14 febbraio 2020

«Prolungamento A27, dall’Europa arriva un secco no»

Prolungamento dell’A27: arriva un secco no anche dal Tirolo

Le sottoscritte associazioni ritengono sia giunto il momento che i cittadini del Veneto vengano correttamente informati sulle prospettive di come migliorare la mobilità nella Regione Veneto. Questo ancora non avviene perché vi sono rappresentanti ufficiali della Regione Veneto che, ostinatamente, anche in sedi internazionali, propongono come unico modello il potenziamento delle infrastrutture autostradali, con riferimento specifico al prolungamento dell’A31 verso il Trentino e dell’A27 verso Monaco di Baviera.

Soprattutto manca ancora alla Regione Veneto un piano condiviso che offra ai cittadini un sistema integrato di mobilità di lungo periodo, sia interno che extraregionale e transfrontaliero. Da oltre 20 anni le associazioni ambientaliste chiedono questo impegno strategico e politico, ma la loro richiesta è rimasta finora disattesa. Nel frattempo si procede in modo frammentario in assenza di accordi sociali e politici con i territori confinanti.

Questa politica miope dello “spezzatino”, che impedisce una visione di lungo periodo, non è stata adottata invece dal Trentino Alto Adige, dove si sta riflettendo sulle reali necessità del traffico di persone e merci fra l’Italia e l’Europa intera, come è emerso chiaramente in occasione del Convegno internazionale BrennerLEC “Driving through the Alps respectfully” tenutosi a Bolzano il 6 febbraio 2020.

Tra i temi al centro del convegno:

  1. le misure adottate per rendere più efficiente la gestione dei flussi di traffico sulla A22 (l’autostrada del Brennero);
  2. la sperimentazione in atto relativa alla riduzione dei limiti di velocità allo scopo di diminuire drasticamente l’inquinamento prodotto dal traffico autostradale;
  3. l’avanzare della costruzione del tunnel ferroviario ad alta capacità del Brennero, che richiederà il potenziamento dei tratti ferroviari che portano in Val Pusteria, in Val Venosta e nelle Dolomiti, con interventi nella logistica dello scambio gomma/rotaia.

Approfittando della presenza tra i relatori di esperti internazionali, alcuni dei partecipanti al convegno hanno chiesto chiarimenti sulle reali possibilità che le autostrade A27 e A31 trovino completamento. Le risposte sono state oltremodo chiare e definitive .

Herald Ruijters, capo della Direzione Generale Mobilità e Traffico della Commissione Europea, ha ribadito che l’Unione Europea non sostiene alcun potenziamento stradale, nemmeno di profilo regionale: “E’ venuto il momento di dire BASTA a ogni ulteriore sviluppo del trasporto su gomma, sia di merci che di persone, e di investire, come avviene in modo scientifico in Svizzera, sulle linee ferroviarie e specialmente sull’efficientamento della viabilità stradale esistente, quindi i prolungamenti di A27 e di A31 non rientrano in alcun modo nelle prospettive di sostegno dell’Unione Europea, e mai vi rientreranno”.

Ancora più esplicito è stato Patrick Skoniezki, coordinatore europeo delle politiche di EUSALP, la Macroregione Alpina, e direttore di AG4 Lead Team–Mobility. “La A27 non subirà alcun potenziamento in quanto la Convenzione delle Alpi non permette la costruzione di altra viabilità veloce transalpina, e tale progetto non troverà alcuno spazio nella progettualità di EUSALP. Questa è una certezza.” ha dichiarato il manager europeo.

Risulta quindi incomprensibile, alla luce della programmazione europea, la proposta stessa del convegno organizzato per il 14 febbraio a Mestre da CISL e Unioncamere Veneto, teso a sostenere il prolungamento autostradale da Venezia verso Monaco. I rappresentanti della Regione Veneto in EUSALP stanno continuando imperterriti in un’azione di promozione del prolungamento della A27 che non trova nessun fondamento nella programmazione europea, la quale va in tutt’altra direzione. Visti i presupposti, l’intero convegno di Mestre rischia di rivelarsi un’inutile quanto imponente distorsione della realtà dei fatti: si trovi il coraggio di dire la verità sulle grandi opere autostradali e si cerchino altre vie per ottimizzare la mobilità di persone e merci, evitando di continuare ad illudere quanti, in buona fede, sempre più minoritari, credono ancora che il miglioramento della mobilità possa avvenire seguendo le obsolete vie della costruzione di nuove grandi infrastrutture stradali.

Vero obiettivo strategico dell’Europa, fortunatamente, è dare una risposta concreta alla necessità di ridurre le emissioni in atmosfera degli ossidi di azoto e carbonio e liberare i cittadini dalla morsa del traffico del trasporto merci su gomma per superare la situazione sempre più drammatica dell’inquinamento delle grandi pianure europee, prima fra tutte la pianura padana, l’area più inquinata d’Europa.

Le Associazioni

  • CIPRA Italia
  • Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”
  • Italia Nostra sez. di Belluno
  • Mountain Wilderness Italia
  • WWF O.A. Terre del Piave
  • LIBERA Cadore presidio “Barbara Rizzo”
  • Gruppo Promotore Parco del Cadore
  • Comitato Peraltrestrade Dolomiti

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