Apriamo l’anno con una bellissima immagine dei Cadini12557646_10208327089325437_208867930_o

BUON 2016 a tutti!!!

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Siamo un gruppo nato con lo scopo di promuovere la costituzione del “ Parco delle Marmarole, Antelao e  Sorapiss ”, oggi Parco del Cadore.Il gruppo é composto da  persone “comuni ” e da esperti che hanno messo insieme i tasselli di una proposta per costruire un progetto che è la traduzione di un’idea: far si che nello sviluppo di questa zona si armonizzino le esigenze delle popolazioni locali  con la difesa  e la salvaguardia di un ambiente ancora quasi integro. L’attività del gruppo è sempre stata sostenuta solo con autofinanziamento.

L’obiettivo cardine del Gruppo Promotore, nel portare avanti la promozione della costituzione del Parco del Cadore, è stata l’informazione della popolazione da un lato e l’approfondimento delle potenzialità insite nella proposta dall’altro.  L’iniziativa è nata infatti dal basso, e il coinvolgimento della popolazione, anno dopo anno, con iniziative di sensibilizzazione e informazione, è stato l’obiettivo primo del suo operato. Accanto a questo, ne conseguono altri che vanno a completare l’esplicitazione dell”idea parco” e di cosa può significare per la zona interessata. Ne ricordiamo alcuni:

–          salvaguardare l’eccezionale patrimonio ambientale e naturalistico della zona in oggetto;

–          favorire la fruizione a scopo didattico e scientifico, nonché a scopo di svago e ricreazione, nel rispetto dell’ambiente incrementando, laddove è possibile, la presenza di scuole a scopo di studio e svago e di sedi di facoltà universitarie (come l’Università di Padova a San Vito);

–          dare impulso, anche nelle zone attigue, a tutte quelle attività economiche  o comunque produttive di reddito, che siano compatibili con le esigenze degli ambienti naturali (turismo soffice, agricoltura, attivistà silvo pastorali artigianato locale), ecc.;

–          permettere alle popolazioni locali di partecipare direttamente alla gestione  e allo sviluppo del proprio territorio.

Prima del Gruppo Promotore

* Già nel 1972 era scaturita l’ipotesi di destinare a parco la zona da parte delle associazioni naturalistiche quali Italia Nostra ed il C.A.I.

* Nel 1976 una delibera della Comunità Montana Centro Cadore prevedeva  nella zona un’area da destinare a parco. Ma forse allora i tempi non erano maturi!

Il Gruppo Promotore, una proposta nata dalla gente dal basso

La prima proposta presentata dal Gruppo Promotore  risale al marzo 1981 quando, rivolgendosi alla Magnifica Comunità di Cadore, un gruppo di persone del Cadore chiesero all’Ente che se ne rendesse  promotore.  Non si tratta quindi di un progetto calato dall’alto bensì nato e portato avanti dalla popolazione, facendo riferimento alla legge regionale in materia di parchi e riserva analoghe (legge 40 del 10/8/84).

Il gruppo intanto ha portato avanti la sua attività approfondendo lo studio dei diversi aspetti della proposta di Parco e nel contempo ha ideato una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione sull’iniziativa.

Ne  ricordiamo  alcune :

  1. “Parco  Arte e Tradizioni”; manifestazione a carattere culturale in cui un simposio con una ventina di pittori locali e non  hanno dipinto su un tema ispirato al parco. La mostra è stata inaugurata il 24 giugno 1989, presso la Magnifica Comunità di Cadore e le opere sono state poi esposte in modo “itinerante” presso esercizi commerciali e alberghi della zona.  ;

Elenco dei pittori ed esercizi commerciali e alberghi presso cui sono state esposte le opere,si possono trovare nel  link del sito.

  1. “Un Parco in musica”: serate in cui gruppi locali (gruppi musicali e cori) hanno suonato e cantato con proiezione di diapositive che illustravano l’iniziativa;
  1. “Le Associazioni per il Parco”, iniziativa che ha visto coinvolte tutte le associazioni ambientalistiche che operano nella zona. Queste hanno provveduto ad organizzare una serata dedicata al Parco per approfondire un aspetto particolare dello stesso ( LIPU; WWF; SOS DOLOMITES ecc );
  1. 1991 – Pubblicazione  e distribuzione di 9000 lettere e 9000 fascicoli a tutte le famiglie dei 10 Comuni interessati al parco per spiegare cos’è e cosa non è un parco e perché lo proponevamo nella nostra zona ;
  1. Stampa del libro “Un parco da vivere ” edito con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Belluno, presentato il 12 ottobre 1991 nel salone storico della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve  alla presenza di tutti i sindaci della zona cointeressata, i presidenti delle Comunità Montane, il Presidente della Magnifica Comunità di Cadore, il Presidente della Provincia di Belluno, i consiglieri  regionali delle diverse forze politiche .

Il testo è arricchito con i contributi – per citarne solo alcuni – di :  Franco Tassi ( Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo ) , Valter Giuliano ( ambientalista, capo redattore di Alp ), Alfredo  Spampani ( botanico e consigliere C:A:I: di Cortina d’Ampezzo autore di libri sulla flora alpina) ,   Luca Visentini (autore di numerose opere edite da Athesia tra cui  “Antelao, Sorapiss e Marmarole”) ,  Alberto Coleselli (coordinatore provinciale del Corpo Forestale dello Stato).   Il volume ha il compito di spiegare i motivi ed il senso della “proposta Parco” ed è stato presentato all’interno del seminario“Quale Progetto per il futuro? – Pieve di Cadore 12.10.1991 – Salone Magnifica Comunità. Interventi di Ugo Pompanin (Regole D’Ampezzo), Michele Ottino (Parco Naturale Val Troncea), Angelo Tanzarella (Assessore Regione Veneto), Giovanni Crema (Assessore Regione Veneto), Guido Trento (Consigliere Regionale), Giancandido De Martin (Presidente Magnifica Comunità di Cadore), Mirta Da Da Pocchiesa (Parco delle Marmarole, Antelao, Sorapiss). Sintesi del seminario a cura di Giovanni Monico.

6.  1992 – “12 passi verso il futuro”, calendario dal titolo “Per non dimenticare”  con vecchie foto dei 10 paesi interessati al Parco. Abbiamo iniziato così, guardando al futuro, senza dimenticare il passato. Guardandoci attorno, indietro, per guardare avanti. E abbiamo cercato di trovare le tracce del nostro operare, del nostro progredire, anche del nostro sbagliare. Le foto di un tempo e il paragone con l’oggi ci hanno aiutato nella tessitura di una tela fatta di molti fili e di tante trame, una tela lunga e resistente, anche se in alcuni punti lacerata. E’ la nostra storia, fatta di tante trame ancora da tessere e da scrivere.

  1. 16 idee per il Parco – 1993 – sono state inviate a tutti i Comuni dell’area interessata al Parco. Nonché alle Comunità Montane Valle del Boite e Centro Cadore, Magnifica Comunità di Cadore, Regole della zona, Provincia di Belluno e Regione Vento. 16 idee per uno sviluppo unitario della zona, rispetto alla valorizzazione della cultura, della storia, della gastronomia e tanto altro ancora. Per leggere le 16 idee per il parco e le idee ispiratrici link sito. Per leggere la lettera inviata alle Amministrazioni link sito.
  1. Parco quiz”, trasmissione radiofonica che utilizzando radio locali e tramite un gioco quiz a

premi ( visite ad altri Parchi ), è servita per informare i residenti sulle caratteristiche e signi-

ficati dell’iniziativa. Hanno collaborato all’iniziativa Radio Club 103 e Radio Cortina.

  1. 1993 – Calendario “12 passi verso il futuro”. Tema: il lavoro. Zappare, arare, seminare, coltivare, raccogliere. Tagliare alberi e lavorare il legno. Allevare animali e accudire il bene più prezioso che abbiamo: l’ambiente naturale. Un’economia quasi dimenticata così some la varietà dei mestieri e dei “saperi” di un tempo. Assieme all’industria dell’occhiale, importante, ma mono economia della zona, un richiamo alla necessità di diversificazione delle attività produttive sul territorio, anche per dare maggiori opportunità ai giovani che studiano, di poter restare e/o  tornare.
  1. 1994 – Calendario “12 passi verso il futuro” Tema: i bimbi. Il futuro. L’investimento degli adulti (e le loro responsabilità) e la speranza di un futuro migliore. Alle loro ipotetiche domande vanno le riflessioni sulla capacità degli adulti di trasmettere la storia, la socialità, l’operosità delle persone. E una domanda, pensando a loro, rimane sospesa: i nipoti dei nostri figli potranno vedere e godere dei tesori che noi abbiamo ricevuto  in dono?
  1. 1995  – Calendario “12 passi verso il futuro” Tema: la donna. Una figura cardine del nostro equilibrio naturale, familiare, culturale. Una figura-ponte, costruttrice di relazioni, capace di tenere assieme cuore e ragione, fermezza e tenerezza. Un sorriso e un monito. Più vicina di chiunque agli insegnamenti dell’ecosistema, fosse altro per il rinnovo continuo che vive in sé e per il suo destino di procreatrice. Persino una società maschilista come la nostra non ha potuto non definire “madre” la natura e la terra che ci ospita.
  1. 1996 – Calendario “12 passi verso il futuro”. Tema: il trenino delle Dolomiti. Trasporti di ieri e di oggi. Lungimiranza e miopia. Certamente ritardi nello scegliere le rotaie e i “binari” entro cui camminare. Miopi nei confronti di altri Paesi dell’arco alpino più accorti e attenti alla cura del proprio territorio. Un territorio fragile e per il quale la CIPRA e l’UE hanno speso parole di riguardo. Sapremo capire e correre al riparo? Sapremo riflettere prima di consumare risorse e inquinare siti che, una volta distrutti, non si potranno più ricostruire? Su questi luoghi vogliono far transitare un’autostrada: una ferita che non si potrebbe più rimarginare, per l’ambiente e per le persone che vi abitano e anche per coloro che amano le nostre valli. Vincerà la logica del profitto “tutto e subito” o sapranno le persone, e chi ci rappresentano, dare voce alle ragioni del futuro e di chi ama veramente questi luoghi?
  1. 1997 – Calendario “Dodici passi verso il futuro”. Tema: chiesetta cadorine. La sacralità dei luoghi, il significato della spiritualità  per le genti di montagna. Il significato delle campane che suonano per avvisare chi è lontano, nei prati, l’ora di pranzo. Luoghi che segnano i passaggi della vita e che hanno, nel cuore di ciascuno, valore inestimabile.
  1. “Un parco, tanti parchi, una proposta” (novembre 1998). Seminario-convegno che ha visto come organizzatori il Gruppo Pomotore Parco delle Marmarole, Antealo, Sorapiss; Gruppo Promotore Parco del Cansiglio; Parco delle Dolomiti d’Ampezzo, Parco Dolomiti Bellunesi; Parco delle Doolomiti Friulane; Parco Naturale dolomiti di Sesto, Parco Naturale Puez Odle, Parco Naturale Scilar, Parco Panaveggio Pale San Martino; Federaziione Italiana dei parchi e delle Riserve; CIPRA Italia, Montain Wilderness, WWF Veneto. Tra i relatori ricordiamo: Luigi Casanova (Montain Wilderness), Luigi Ciotti (Gruppo Abele), Michele da Pozzo (Parco delle Dolomiti D’Ampezzo), Mirta Da Pra Pocchiesa (Parco Marmarole, Antelao, Sorapiss; Toyo De Savorgnani (Montain Wilderness); Angelo Fodde (collaboratore del europarlamentare Gianni Tamino). Hans Glauber  (Oko Institut Sud Tirol-Alto Adige); Cesare Lasen (Parco Dolomiti Bellunesi)  Roberto Menardi (WWF Cortina), Giovanni Monico (Parco Marmarole-Parco del Cadore) Helmut Moroder (CIPRA Italia); Renzo Moschini (Coordinamento Nazionale Parchi e Riserve), Ivi Simonella (WWF Veneto), Franco Viola (Università di Padova).
  1. 1998 Calendario “Dodici passi verso il futuro”. Tema: Vita di paese. Frammenti di storia e di storie. Squarci di vita e di comunità. Piazza e piazze, vicoli e sussurri. La vita di una e la vita di tutti.
  1. 1999 Calendario  “Dodici passi verso il futuro” Tema: Acqua. Acqua bene prezioso. Acqua Bene comune. Sperperata, poco considerata e svenduta. Perduta. Osannata. Cantata. Acqua e fontane, ruscelli e fiumi. Acqua e lavatoi.
  1. 2000 Calendario  “Dodici passi verso il futuro” Tema: Montagne. Ammirate, vissute, scalate, percorse, profondamente amate. A volte anche calpestate, odiate. Vissute come limite e non come patrimonio, come parte di noi stessi. Ora riconosciute patrimonio dell’Umanità.
  1. 2001 Calendario “Dodici passi verso il futuro” Tema: Un saluto dal Cadore. Cartoline spedite per un saluto affettuoso, a volte con nostalgia. Militari, bambini delle colonie, villeggianti. Ma anche locali a persone care lontano. Luoghi e pensieri.
  1. 2002 Calendario “Dodici passi verso il futuro” Tema: Detti, storie e filastrocche. Come il dialetto i detti e le filastrocche dicono molto di più delle singole parole messe in//fila. Esprimono stati d’animo, espressioni “piene”, fanno pensare, fanno sorridere.
  1. 2003 Calendario “Dodici passi verso il futuro” Tema: dalla guerra un monito: costruiamo la pace. In una terra che ha ancora trincee, forti, e che ritrova elmi nella terra e nelle soffitte, la memoria è monito: i forti, a volte risistemati con cura, sono testimonianza per non ripetere derive pericolose.
  1. 2004 (Calalzo di Cadore, 3.12.2004) – Aspetti economici ed occupazionali della destinazione a Parco.1. Invitati tutti i Sindaci dei Comuni interessati all’area Parco e le Comunità Montane e la cittadinanza per riflettere sulla crisi occupazionale. Relatori: Milena Cesca, segretaria provinciale FIsascat-CISL “La crisi occupazionale in Cadore” e Michele Da Pozzo “Le opportunità che offre un Parco- L’esperienza delle Regole di Cortina”.
  1. 2004 – (Calalzo di Cadore, 28.12.2004) Aspetti economici ed occupazioni della destinazione a Parco.2 Invitati solo i Sindaci e le Comunità Montane. Relatore Guido De Zordo,  presidente Parco delle Dolomiti Bellunesi.
  1. 2004 Calendario “Dodici passi verso il futuro”. Tema: la monticazione. Alpeggi, malghe, casere, nomi diversi di uomini e animali in cammino verso l’alpe, la monte. Pascoli alti, erbe profumate, campane che riempiono l’aria e il cuore.

Le ultime edizioni dei calendari sono state realizzate in collaborazione con l’Union Ladina Cador de Medo e i testi sono sia in italiano che ladino. Nei 13 anni di realizzazione dei calendari sono state centinaia le persone che ci hanno aiutato a realizzarli, prestandoci preziose foto di famiglia, scrivendo per noi i testi, raccontandoci aneddoti e incentivandoci a continuare. Sappiamo che molte persone hanno la collezione completa dei calendari. Realizzandoli e  distribuendoli abbiamo parlato con tutti del Parco e abbiamo visto, anno dopo anno, diminuire la paura e la diffidenza e aumentare la simpatia. Tanto che gli ultimi anni, la battuta “e alora stò Parco, quan lo fareu?” era  un incentivo a fare, a continuare. A tutte queste persone, un grazie di cuore per l’aiuto e il sostegno a portare avanti l’iniziativa del “calendario del Parco”. Un ringraziamento particolare va anche alla Magnifica Comunità di Cadore, a cui abbiamo sempre attinto e alla Tipografia Tiziano che ci è sempre venuta incontro, con cura e collaborazione.

24. Dolomiti Patrimonio Unesco – Scelte di qualità per montagne di opportunità, Pieve di Cadore, 17 luglio 2010. Convegno promosso da Magnifica Comunità di Cadore, Associazione Commercio e Turismo Servizi e PMI della Provincia di Belluno (ASCOM), Club Alpino Italiano del Veneto, Fondazione Angelini – Centro Studi sulla montagna e Gruppo Promotore Parco delle Marmarole, Antelao e Sorapiss (Parco del Cadore). – —-Programma del convegno link

Intervento di Mirta Da Pra Pocchiesa “Unesco e Parco del Cadore: nelle mani degli Enti Lo-

cali una bussola per guardare a un futuro possibile” reperibile sul sito.

25.  Colloqui ed incontri informativi con Amministrazioni comunali, singole Giunte, Sindaci, e Regole della Val Boite e Val Ansiei resesi disponibili.

26.  Serate pubbliche su invito di sezioni CAI a: Mestre, Treviso e Mogliano Veneto.

La proposta del Gruppo Promotore, negli anni, viene riconosciuta dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Belluno e dall’Unione Europea

La lista Verde del veneto nel 1986 fa propria l’idea del Gruppo Promotore con la proposta di legge n°. 189 a firma di Michele Boato ( nelle legislazioni successive a firma Valpiana e di nuovo Boato ) “Norme  per la istituzione del Parco Naturale Regionale delle Marmarole,Antelao e Sorapiss”.

Nello stesso anno c’è una delibera  della Giunta Regionale del 23/12 che inserisce la proposta nel Piano Territoriale Regionale di Coordinamento meglio conosciuto come  P.T.R.C.

La zona viene riconosciuta anche nel PTP (Piano Territoriale Provinciale).

L’area del Parco viene recepita poi anche dall’Unione Europea e riconosciuta come zona SIC (Sito di Interesse Comunitario e zona ZPS (Zona a Protezione Speciale).

Sono solo alcune delle numerose iniziative realizzate…

La scheda in continuo aggiornamento…

Per consultare il SITO del Parco del Cadore: https://parcodelcadore.wordpress.com/

Facebook https://www.facebook.com/ParcodelCadore

Per contatti diretti (tel. 3357423588 Da Pra; tel. 3336508171 Monico)Immagine

E mail: parcodelcadore@libero.it

Incontro con la popolazione per discutere

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CHE COS’E’ UN PARCO?

PERCHE’ IL “PARCO DEL CADORE” OGGI?

Pieve di Cadore, 7 febbraio 2014
Ore 17,30 – 20
Sala della Magnifica Comunità di Cadore

Saluti:
• Rappresentante della Magnifica Comunità di Cadore

• Maria Antonia Ciotti, Sindaco di Pieve di Cadore
Interventi:
• Michele Da Pozzo, direttore del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo
• Cesare Lasen, Comitato Scientifico Dolomiti Unesco
• Gianfrancesco Demenego, Presidente delle Regole di Cortina
• Giovanni Monico, Gruppo Promotore Parco del Cadore

Dibattito
Coordina: Mirta Da Pra Pocchiesa
La popolazione è invitata a partecipare!

Clicca qui per accedere all’evento su Facebook

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COMUNICATO STAMPA:

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Il Comune di Pieve “apre” al Parco del Cadore:
un esempio di lungimiranza e di progettualità per dare un futuro possibile alla propria gente.

Dopo anni di sensibilizzazione sul tema da parte del Gruppo promotore, dopo innumerevoli conferme sulla validità della proposta, dopo la comprova – resa evidente anche dalla crisi economica – che non si poteva andare avanti investendo solo sulla (importante) mono economia dell’occhiale ma che serviva puntare anche sulla valorizzazione dell’ambiente naturale, il Comune di Pieve di Cadore ha deciso, con il sindaco Maria Antonia Ciotti e la sua giunta, e dopo aver consultato le Regole, che la proposta del Parco del Cadore (noto anche come Marmarole, Antelao e Sorapiss) può essere una opportunità importante per incentivare lo sviluppo della zona e un elemento di coesione e di prospettiva per uscire dalla crisi economica che investe l’area del centro Cadore. Per questo, dichiarandosi disponibile a fornire chiarimenti, delucidazioni e quanto altro possa essere utile per capire, ha deciso di chiedere ai propri cittadini di esprimersi in merito e, se lo si condive, aiutare per la migliore realizzazione dell’iniziativa.
D’altro canto un felice esempio di gestione di un’area a Parco lo si può vedere molto vicino, nel Parco Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo che si rifà alla medesima legge regionale a cui fa riferimento il Parco del Cadore e che è gestito dalle Regole di Cortina.
Comune, Regole e l’intera comunità assieme dunque, per valutare i tanti aspetti che l’investire sul Parco comporta e porta con sè, ripercorrendo tutte le domande a cui il Gruppo Promotore ha cercato di dare risposta negli anni, coinvolgendo esperti di diversi settori.
Che cosa significa un parco? Perché nella zona? Cosa “offre” in termini di opportunità lavorative? Quali finanziamenti pubblici può veicolare? Sono solo alcune delle domande riproposte oggi per non perdere un’importante occasione che Pieve di Cadore intende cogliere diventando, in questo modo, essendo il primo a “partire”, il Comune che avrà, di “diritto”, la sede del Parco.

Perché nella nostra zona dunque? Perche la zona possiede elementi di interesse dal punto di vista faunistico, floristico, geomorfologico, oltre che paesaggistico. Perché è naturalmente delimitata e poco antropizzata e senza strade di attraversamento. Perché mette assieme natura, cultura e storia (pensiamo alle fortificazioni). Un libro, realizzato negli anni (Un parco da vivere, Casa Editrice Alpina) ne documenta le particolarità. E che la zona sia di notevole interesse l’ha dimostrato anche l’Unesco riconoscendo le Dolomiti patrimonio dell’Umanità. Iniziativa, quest’ultima, fortemente sostenuta dal Gruppo Promotore del Parco negli anni passati, tanto da dedicare un’apposita sezione al tema, nel convegno “Un Parco, tanti Parchi, Una proposta” del 1998.
Il Parco del Cadore dunque come un’opportunità per promuovere la zona a partire dal suo “patrimonio” naturale trasformando i vincoli esistenti (dati dal Piano territoriale regionale di coordinamento e dal riconoscimento della zona come Sito di interesse comunitario) in opportunità di sviluppo, anche economico, con nuove professioni e rilancio di attività legate al turismo “sofficie” e con l’indotto che un Parco genera, a cominciare da stagioni più lunghe e attività variegate (commerciali, artigianali, alberghiere, di servizi alla persona, ecc.). Non solo. E’ un ottimo volano per il “turismo scolastico” e per diventare un laboratorio dell’economia verde (green economy), l’unica economica, che con i parchi, ha presentato saldi in crescita..
Un altro elemento, non secondario, rappresentato dalla proposta del Parco risiede nel fatto che la proposta può diventare l’obiettivo attorno al quale costruire un progetto unitario per il Cadore (seppur nella sua necessaria articolazione di proposte), una prospettiva concreta di futuro, un marchio di qualità che fa collocare lo stesso Cadore tra le zone “preziose”, da visitare, su cui investire, oltre che economicamente, anche per le persone e il loro futuro. Nel Convegno tenutosi a Pieve di Cadore, con Dolomiti Unesco, Ascom, Magnifica Comunità di Cadore, Fondazione Angelini e Gruppo Promotore del Parco del Cadore, erano molte le attività economiche interessate all’operazione.
Non resta che cominciare. Come? Sostenendo il Comune di Pieve di Cadore per far diventare la proposta un’opportunità concreta, attraverso la realizzazione del Parco Cadore, con la sua istituzione attraverso il riconoscimento all’interno della legge Regionale che ne regolamenta l’istituzione. I Comuni limitrofi, poi, se vorranno, potranno aggregarsi (che è poi la storia di tutti i parchi, dove i comuni che sono “fuori” un po’ alla volta chiedono di “entrare”). E lo si può fare senza eccessivi timori perchè, nella testa e nel cuore di molte persone, il Parco c’è già.
Grazie al Comune di Pieve tutto ciò può diventare realtà e, per tutto il Cadore, rappresentare una grande opportunità di futuro per la sua gente.